IL CONCORSO
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Ci si potrebbe chiedere del perché oggi di un concorso internazionale che, ancora una volta, riguarda la donna, una donna da scegliere fra tante, e da premiare per le sue virtù: che partono spesso dalle sue fattezze estetiche e cioè dalla sua bellezza e dalla sua simpatia, e poi, in un evolversi, raffinarsi ed elevarsi dell'idea-donna premiazione, dalla sua eleganza, grazia di porgere, modo di esprimersi, grado di cultura ed altro ancora…
E allora, c'è ancora bisogno di questi concorsi? C'è il rischio che possano trasformare la donna in donna oggetto, come talvolta, è accaduto? C'è il rischio che siano ripetitivi e sostanzialmente inutili?

Riteniamo di poter rispondere che la donna, essere enigmatico, spesso complicato, ma desiderato, e da sempre indispensabile compagna e complice dell'uomo, è, per il suo intimo, peculiare e affascinante femminino, mai da considerarsi oggetto, ma, semmai, soggetto della vita di tutti noi. La donna può quasi paragonarsi ad un felino, per la sua sinuosità fisica e caratteriale, tutta da scoprire: nell'accezione goethiana che desideriamo ricordare, l'eterno femminino vuole esprimere proprio la femminilità nella sua essenza immutabile.

E allora, ben vengano le manifestazioni, le iniziative, i concorsi – seri ovviamente – che intendano premiare la donna per le sue virtù e per i suoi meriti, soprattutto quando, per i contenuti e potenzialità espressive, il premio assume rilevanza corale per interessare tutta un'area storico-geografica coesa nelle comuni solari origini di luci, colori, tradizioni, sentimenti, emozioni.

Ecco il perché, anzi i perchè del Concorso Internazionale Miss Perla del Mediterraneo che nasce in Sicilia, proprio nel cuore dell'antico mare nostrum, e da dove si irradia verso paesi e popoli vicini e fratelli, coinvolgendo, quindi, in questa edizione, Italia, Francia, Spagna, Marocco, Algeria, Tunisia, Malta, Grecia. Ecco perché la prima valenza del Concorso è costituita dal messaggio di pace rivolto a quei popoli, un tempo già tutti cives romani, ed oggi, se pur accomunati nelle origini, in alcuni casi diversi per opposte ideologie o per contrastanti interessi.

Ma il sorriso della donna, in assoluta laicità di pensiero e scevro di condizionamenti contingenti, può, almeno per un momento, ma ci auguriamo per lungo tempo, accomunare e riunire al di là di ogni frontiera, comportando effetti benefici oltre ogni immaginazione.

E non a caso – desideriamo allora ricordare – gli antichi uomini dell'area mediterranea immaginarono, videro, sentirono la presenza di una meravigliosa creatura femminile,  eletta a Dea della bellezza, dell'amore, della natura creativa: l'Astarte dei Fenici, la Turan degli Etruschi, l'Afrodite dei Greci, la Venere dei Romani…Donna, come Signora, come Dea, legata alla fertilità della Terra che genera e nutrisce le piante, e che nel suo seno genera i figli e li alleva. E non a caso dall'antico tempio della città di Erice, consacrata a Venere, al centro del nostro mare, ogni anno nel mese di agosto venivano lanciate colombe bianche, che volavano verso la non lontana Cartagine, sul mare africo, donde ritornavano dopo nove giorni, così compiendo e reiterando il mistico rito delle anagogie e catagogie, in segno di pace e di amicizia fra i popoli. E sulla vetta di Erice era sempre acceso e brillava nella notte il sacro falò che indicava la strada sicura ai naviganti di tutte le genti. Proprio l'antico mare nostrum, mare cioè di noi tutti, allora come ora, Mediterrraneo, cioè, fra terre che riteniamo e desideriamo essere amiche, è davvero un mare senza frontiere.

Ma  i riflessi positivi di una manifestazione siffatta sono molteplici anche sotto altri aspetti. Basti pensare, a questo punto, a quell'osmosi fra culture, tradizioni e abitudini diverse, e più in particolare ad una compenetrazione, integrazione e scambio di idee e modus vivendi che deve essere non solo auspicata ma realizzata nel campo femminile, proprio ed anche oggi che la donna subisce ancora bistrattamenti, violenze e limitazioni di vita di vario genere. Da non pretermettere, poi, gli aspetti spiccatamente promozionali del Concorso, prima nelle sedi dei vari Paesi, e poi, nell'interazione fra le Nazioni, e ciò a livello turistico, commerciale, conoscitivo, quale seme in progress, foriero di interessanti sviluppi.

Il Concorso Internazionale Miss Perla del Mediterraneo è, quindi, davvero una vetrina di valori etico-morali e pragmatici aperti su quel grande scenario naturale che sono i popoli che si affacciano su questo mare o che ad esso sono vicini in un comune sentire. In questo mare dove sono nate le più grandi civiltà del passato, e dove magnificamente devono e possono convivere l'anima ebraica e quella greca, l'anima romana e quella araba.

Da questa manifestazione può allora tornare a levarsi verso il Mediterraneo e quindi verso l'Europa un corale, vibrante messaggio d'Amore, d'Arte e di Pace. A Lei, alla donna, oltre l'effimero delle leggende e dei miti, onore e ammirazione, perché sa perpetuarsi nella bellezza, nella grazia, nella scienza, nella letteratura, nella moda, nell'economia e in tanti altri campi del nostro progresso contemporaneo. Forse è duro ammetterlo per un uomo: ma che potremmo fare senza lei, la nobile Venere di ieri e di oggi? Il Concorso che presentiamo si pone, quindi, come una grande esperienza e un validissimo viaggio concettuale e concreto fra tanti popoli nel tempo e nello spazio.

 


 
 
 
 
 
 
 
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